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Cubbaita Siciliana

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Un’antichissima ricetta che si narra provenga dai Saraceni.

Oggi parleremo di dolcezza e tradizione che si mescolano dando vita ad una croccante prelibatezza, che riporta la mente ai giorni dell’infanzia quando le mamme o le nonne invitavano figli e nipoti a mescolare il dorato composto nella pentola e a mangiarlo solo dopo averlo fatto raffreddare su un piano di marmo. Parliamo della Cubbaita, che sebbene venga spesso associata al torrone, è qualcosa di diverso, di più romantico e poetico. 
 L’origine del termine Cubbaita deriva dall’arabo “quibbiat” che significa mandorlato, e viene utilizzato nella parte orientale della sicilia per indicare questa barretta di mandorle, miele e pistacchi, che nella parte orientale dell’isola, per via della sostituzione delle mandorle con i semi di sesamo, viene chiamata “giuggiulena”, perchè giolgiolan o giulgiulan è il termine utilizzato dagli arabi per indicare proprio il sesamo.   La preparazione della Cubbaita è alquanto semplice, ma come tutte le ricette nasconde un insidia: la cottura è infatti un passaggio delicato, si deve fare attenzione a non far bruciare nè le mandorle nè il miele.

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Caffetteria Donnafugata

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